2 febbraio 2026
di Redazione
Il paradosso dello spreco Cloud: dall'emorragia invisibile alla governance strategica
L'evoluzione del Cloud, dal deployment agile al controllo finanziario
Architettura vs. finanza: la radice tecnica degli sprechi
Analisi di un caso reale: la governance in USI SpA
Framework FinOps: la metodologia della governance strategica
Strategie avanzate: oltre il risparmio immediato
Data governance e l'impatto degli Egress Costs: l'architettura della rete invisibile
Esiste un paradosso nel Cloud Computing: oltre il 30% della spesa cloud globale è stimata essere puro spreco (waste). Non si tratta di errori grossolani, ma di migliaia di micro-decisioni architettoniche quotidiane (un’istanza sovradimensionata qui, un volume di storage orfano là) che sommate creano una "emorragia invisibile" nel bilancio aziendale. Passare dalla reattività dell’ottimizzazione alla proattività della Cloud Cost Governance non è più un esercizio di stile per il dipartimento IT, ma una necessità economica.
È quindi fondamentale riconoscere che il cloud non è una spesa fissa, ma un ecosistema dinamico. In questo articolo analizzeremo come trasformare la complessità tecnica in controllo finanziario, distinguendo tra interventi tattici e governance strategica, con uno sguardo alle sfide tecnologiche del 2026.
Il passaggio dal modello On-Premise al Cloud ha scardinato i pilastri del procurement tradizionale. Se un tempo l'acquisto di un server richiedeva mesi di pianificazione e l'approvazione del CFO, oggi un ingegnere può allocare risorse che costano migliaia di euro al mese in pochi secondi attraverso Infrastructure as Code (IaC).
Nel 2026, il confronto tra Costi Cloud vs on-premise si è evoluto. Non è più una semplice sfida tra CAPEX e OPEX. Le aziende oggi devono considerare il "Cost of Inaction": mentre l'on-premise offre costi energetici e di manutenzione hardware prevedibili, il Cloud garantisce una velocità di innovazione (Agility) che è diventata vitale. Tuttavia, senza un modello di Governance Cloud, il TCO (Total Cost of Ownership) può esplodere. La governance moderna deve bilanciare il costo del dell’hardware con il valore dei servizi gestiti che riducono il carico operativo del personale (Human Ops Cost).
I modelli tradizionali falliscono perché il Cloud è variabile per design. Tentare di gestire la fattura AWS o Azure con fogli Excel trimestrali è inefficace. La velocità di deployment ha creato un vuoto di governance dove le risorse vengono accese e mai decommissionate (Zombie Assets) e i budget vengono superati senza alert in tempo reale.
Il vero problema non è il costo del singolo servizio, ma la mancanza di accountability. Quando la responsabilità della spesa è separata dalla responsabilità tecnica, si genera un'inefficienza strutturale che chiamiamo "Cloud Sprawl". La sfida per le imprese moderne è implementare un modello in cui la libertà di innovare non sia in conflitto con la disciplina fiscale.
Il costo non è un problema del dipartimento Finance, è un sintomo di scelte architetturali. Per governare la spesa, è necessario analizzare i due principali responsabili del gonfiamento dei costi: lo Storage Bloat e il Resource Overprovisioning.
Molti team DevOps scelgono istanze sovradimensionate per timore di picchi improvvisi. Questo approccio ignora la potenza dell'elasticità del cloud. La Cloud Cost Governance introduce il Rightsizing continuo: analizzare i pattern di carico per scalare verso le generazioni di istanze più efficienti, come il passaggio alle architetture ARM (come AWS Graviton) che offrono un rapporto performance/prezzo superiore fino al 40% rispetto alle generazioni precedenti.
Lo Storage Bloat è l'accumulo di snapshot obsoleti, volumi non collegati e dati archiviati in classi di storage ad alte prestazioni che non vengono consultati da mesi. Senza policy di Data Lifecycle, lo storage diventa una tassa fissa in continua crescita. Un approccio architettonico corretto prevede l'automazione dello spostamento dei dati verso classi Cold o Archive (come Amazon S3 Glacier Deep Archive) in base alla frequenza di accesso, bilanciando costi di archiviazione e tempi di recupero.
“Nell'esperienza diretta di gestione di infrastrutture critiche, come quella di USI SpA (Unione Sanitaria Internazionale), emerge chiaramente come la crescita tecnologica in settori regolamentati debba essere accompagnata da una governance ferrea. USI presentava una complessità tipica delle grandi organizzazioni sanitarie: carichi di lavoro medici critici, necessità di alta disponibilità e conformità normativa rigorosa sulla conservazione dei dati sensibili. - Spiega Silvano Virgili, Solution Architect di ESG Services.
“In scenari simili, la spesa cloud può apparire inizialmente come una "scatola nera". Durante la fase di scaling rapido dei servizi diagnostici digitali, i costi tendono a salire senza una chiara correlazione con il volume operativo (es. numero di referti emessi). L'approccio risolutivo non risiede nel taglio indiscriminato, ma nell'illuminazione del dato.
L'adozione di una Tagging Strategy granulare permette di identificare ogni singola risorsa, distinguendo tra ambienti di produzione e test. In ambito sanitario, dove la conservazione del dato è un obbligo di legge, l'ottimizzazione si ottiene implementando policy di automazione che spostano i dati d'archivio su classi di storage a basso costo una volta superata la finestra di consultazione frequente. Parallelamente, agire sui modelli di acquisto — spostando i carichi stabili su Savings Plans — permette di ridurre il costo orario dell'infrastruttura fino al 40%.
Il risultato finale di un simile percorso non è solo un numero inferiore in fattura, ma la creazione di un linguaggio comune tra IT e Finance. Quando ogni nuova iniziativa tecnologica nasce con un piano di sostenibilità economica, il Cloud smette di essere una voce di spesa incerta per diventare un asset prevedibile che abilita l'innovazione medica.”
Per scalare l'efficienza in un'organizzazione complessa, è necessario adottare un framework strutturato. Il modello FinOps, riconosciuto a livello internazionale, si divide in tre fasi iterative che ogni Solutions Architect dovrebbe padroneggiare:
In questa fase si agisce sulle leve tecniche identificate. Si implementa il Rightsizing, si decommissionano gli asset inutilizzati e si ottimizzano i modelli di acquisto. È una fase di "igiene architettonica" che richiede una profonda conoscenza delle offerte dei vari Cloud Provider per selezionare l'opzione più vantaggiosa per ogni specifico carico di lavoro.
La governance diventa strutturale quando si definiscono i guardrails: soglie di spesa automatizzate, policy di approvazione per risorse costose e l'integrazione del monitoraggio dei costi nei cicli di CI/CD. Qui l'obiettivo è la continuità: l'efficienza deve diventare un processo nativo, non un intervento di emergenza.
Per raggiungere una vera eccellenza nella Cloud Cost Analysis, occorre guardare a strategie di lungo periodo che incidono sulla struttura stessa del software e sulla capacità di anticipare il mercato.
Nel 2026, la gestione manuale dei costi è diventata anacronistica a causa della velocità con cui le risorse scalano. L'integrazione di algoritmi di Machine Learning (ML) non è più un accessorio, ma il cuore pulsante della Cloud Cost Governance. Questi sistemi agiscono su tre livelli critici:
Molte aziende effettuano un "Lift & Shift" (migrazione identica di macchine virtuali), ereditando le inefficienze dell'on-premise. La vera governance spinge verso la modernizzazione:
Un errore comune nelle fasi di adozione cloud è l'affidamento esclusivo al modello On-Demand. Sebbene garantisca la massima flessibilità, è intrinsecamente il metodo più costoso. Un'architettura matura e governata deve saper orchestrare un mix strategico di modelli d'acquisto, adattandoli alla natura del carico di lavoro:
In un'epoca di normative stringenti come il GDPR, la Cloud Cost Governance si intreccia indissolubilmente con la sicurezza e la compliance. Un'analisi approfondita delle fatture enterprise rivela spesso un fenomeno critico: mentre i costi di calcolo (CPU/RAM) sono facilmente identificabili, i costi legati ai trasferimenti di dati — i cosiddetti Egress Costs — rappresentano una voce di spesa occulta che può erodere fino al 20% del budget cloud senza una chiara giustificazione operativa.
Il cloud provider solitamente non addebita costi per l'ingresso dei dati (Ingress), ma fattura ogni gigabyte che "esce" dalla propria rete o che attraversa i confini di una Regione o, in alcuni casi, di una Availability Zone (AZ). In architetture distribuite non ottimizzate, il traffico tra microservizi situati in zone diverse o il backup replicato tra regioni geografiche distanti può generare migliaia di euro di costi non pianificati.
Ottimizzare la topologia di rete non significa solo ridurre la latenza, ma eliminare inefficienze strutturali. Le strategie di governance avanzata prevedono:
La Data Governance impone di sapere esattamente dove risiedono i dati. Spesso, per inerzia architettonica, vengono mantenute repliche di database in regioni distanti per motivi di disaster recovery che potrebbero non essere più necessari o che potrebbero essere gestiti con policy di sincronizzazione asincrona meno onerose.
Una corretta Cloud Cost Analysis deve mappare geograficamente il flusso dei dati: se un'applicazione sanitaria in Italia, ad esempio, replica costantemente dati non critici in una regione negli Stati Uniti, l'azienda sta pagando due volte: una per lo storage ridondante e una, molto più salata, per il trasferimento cross-oceanico dei dati, rischiando inoltre complicazioni sul fronte della sovranità del dato imposta dal GDPR.
In conclusione, la gestione degli Egress Costs trasforma il networking da semplice "connettività" a leva finanziaria strategica. Un'architettura di rete "cost-aware" è il segno distintivo di un'organizzazione che ha superato la fase del deployment istintivo per approdare a quella della maturità ingegneristica.
In ultima analisi, la Cloud Cost Governance non riguarda il risparmio fine a sé stesso, ma la capacità di compiere scelte consapevoli. Un'organizzazione che ha il pieno controllo della propria spesa cloud è un'organizzazione che ha la libertà di investire dove conta davvero. L'efficienza finanziaria dell'infrastruttura è il riflesso di un'architettura sana e di una visione manageriale matura.
Il ruolo del Cloud nelle imprese moderne è quello di abilitatore di agilità. Tuttavia, l'agilità senza controllo si trasforma rapidamente in caos. Nel 2026, il compito dei leader tecnologici è quello di costruire sistemi che non siano solo tecnicamente eccellenti, ma economicamente sostenibili. La sfida non risiede nella tecnologia in sé, che è ormai una commodity, ma nella capacità di orchestrarla con una disciplina che unisca l'ingegneria alla strategia finanziaria.
Governare il Cloud significa, in fondo, smettere di rincorrere la tecnologia e iniziare a guidarla verso gli obiettivi di business, garantendo che l'innovazione non sia mai un peso, ma sempre una leva di crescita. La Cloud Cost Analysis diventa così un asset strategico: non più una mera analisi di bilancio, ma la bussola che guida l'evoluzione digitale dell'azienda verso una competitività duratura.
Redazione